Dopo l’esperienza entusiasmante del 2009 mi aspettavo un crescendo.

Invece ho trovato un VeneziaCamp 2010 ingessato, maschilista, annegato nell’afa, assolutamente ignorato dal pubblico.

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Naturalmente erano presenti alcuni grandi personaggi del web 2.0 italiano, come Caterina Policaro aka Catepol, Marco Camisani Calzolari e tanti altri…

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Caterina Policaro in arte Catepol

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Marco Camisani Calzolari

Erano presenti anche i nomi del networking Veneto, come Maurizio Galluzzo

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Inspiegabile invece l’assenza assoluta di 40XVenezia, Vittorio Baroni, e altre colonne portanti del Networking Veneto  che avrebbero certamente contribuito a rendere più riuscita la manifestazione……

Un veneziaCamp vergognosamente maschilista.
Le donne Nordestine sono state ignorate e  fin dalle prime fasi dell’organizzazione, nonostante cio’ sia stato fatto notare più volte agli organizzatori.

Assenti anche figure femminili importanti nel campo dell’innovazione come Silvia Toffolon della “Fornace dell’Innovazione”.

Assente anche il pubblico.
Di fatto erano presenti soltanto i relatori e qualche appassionato.
Un vero spreco di contenuti e cultura che avrebbero potuto esercitare uno stimolo importante ed un’effetto di inoculazione per il territorio.

Andiamo agli aspetti positivi.

Per cominciare la qualità dei relatori e dei contenuti in particolare in alcune sessioni di Venerdì.

Mi riferisco per esempio all’iniziativa di Ecosistema 2.0: Ecosistemi Aumentat- reti che attivano territori.

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Alcuni interventi sono stati addirittura emozionanti, come quello di Prestiamoci.it

Altra iniziativa di valore e qualità è stato il Facebook Garage, per definizione rivolto ad un pubblico di sviluppatori

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Fantastica la sessione sulla Scuola di Qualità (La Scuola che funziona Camp), che però ha risentito del calendario….
Il mondo della scuola è appena uscito dal vortice degli esami ed entrato nel lungo letargo estivo.

La location:  L’arsenale è un posto incredibile, fuori dal tempo e dallo spazio…ma proprio per questo fa una selezione naturale sugli aspiranti partecipanti. Ho dovuto prendere 4 diversi tipi di mezzi (bici+treno+traghetto+piedi  X2) e impiegare 4 ore tra andata e ritorno partendo da Treviso……
Magari una location più raggiungibile avrebbe favorito una maggiore partecipazione di pubblico.

Camp o Fiera?  Qualcuno ha criticato il fatto che VeneziaCamp di quest’anno somigliava più ad una fiera che ad un Camp, per la presenza di un’area espositiva e di stand aziendali. Io personalmente penso che questo sia un aspetto positivo e che sia un passo importante verso quella integrazione tra web-territorio ed impresa a cui tutti aspiriamo.
Le sponsorizzazioni hanno anche aiutato a trovare le risorse per creare una separazione fisica degli spazi che mancava nella scorsa edizione. icordo infatti che nel 2009 alcuni interventi non si potevano seguire a causa del frastuono.

Purtroppo il mio punto di vista è parziale perchè non ho potuto frequentare tutti i 3 giorni della manifestazione.
Mi auguro che il VeneziaCamp 2011 sia:

  • Più rosa (coinvolgiamo le risorse femminili non solo come ospiti per una cena (( grandi le GG!!!!)
  • Più frequentato (coinvolgere le imprese, la scuola, le associazioni, il volontariato in maniera attiva)
  • Più efficiente (ore per ottenere un microfono o una ciabatta, poche prese elettriche)
  • Io valuterei una location meno carismatica ma più raggiungibile.

Maurizio Salamone